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Chi Siamo

Vi siete mai ritrovati chiusi fuori casa? Perché avete dimenticato le chiavi, per un banale errore, un litigio, una svista o perché qualcuno ha cambiato la serratura? Ricordate la sensazione di smarrimento, “oddio ora che faccio!”, provata? Poi avete chiamato qualcuno che aprisse, un convivente, un parente, un amico, nella peggiore degli ipotesi i pompieri e il piccolo dramma si è risolto.

Pensate a cosa si prova a rimanere chiusi fuori casa per sempre. Senza un tetto sulla testa, acqua, luce, gas, qualcosa da mangiare e bere. Questo succede a molti carcerati quando varcano l’uscita del carcere. Quella che era per loro una casa, una “mamma” ingombrante, non c’è più e si rendono conto che l’agognata libertà non ha portato altro che a una nuova prigione, la vita “fuori”, le cui sbarre sono spesso l’indifferenza della società.

A Bologna allora c’è Chiusi Fuori, una libera Associazione di persone che intendono:

1) impegnarsi concretamente per favorire l’integrazione sociale e l’accesso al mondo del lavoro di tutti coloro che sono fuoriusciti dal regime carcerario, in via definitiva o per effetto di misure alternative;

2) condurre pubblicamente una forte iniziativa politica e culturale sul significato della detenzione come misura di repressione e prevenzione del crimine e di rieducazione degli individui nella società contemporanea e sul valore che il lavoro assume, sia dentro al carcere che fuori, al fine di favorire il reinserimento sociale e di scongiurare possibili recidive;

3) denunciare le condizioni in cui versano le istituzioni penitenziarie del nostro Paese.

I “chiusi fuori” in carcere sono proprio quelli usciti o che hanno avuto accesso alle cosiddette misure alternative al regime di detenzione in carcere. Ma è anche un sentimento, una percezione negativa di sé, perché sì, si è liberi, ma l’accesso a lavoro, casa, relazioni, al mondo “di prima”, è compromesso se non impossibile. Quindi si è più soli che in carcere. Si è estranei nel proprio paese, nel proprio contesto sociale, nella propria famiglia. Questo perché “Chiusi fuori” è anche l’atteggiamento mentale delle persone che non sanno accogliere o tentare almeno di comprendere chi ha avuto un percorso di vita più accidentato, difficile, non sempre legale. Meglio rimuovere gli ex carcerati, far finta che non esistano, che dare loro una possibilità. L’Associazione CHIUSI FUORI nasce quindi dall’incontro e dal confronto tra diverse esperienze di vita, sensibilità e punti di vista: detenuti, ex detenuti (o in regime di misure alternative) e tutte le persone che comprendono che la possibilità di un reinserimento sociale è l’unico sbocco possibile che dia significato e senso alla detenzione come strumento di prevenzione del crimine.

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